Strage Capaci: Zanin, ricordare non eroi ma persone dedite al lavoro | EFFE RADIO

Strage Capaci: Zanin, ricordare non eroi ma persone dedite al lavoro

Scritto da il 23/05/2020

“Giovanni Falcone non era un eroe, ma un uomo dedito al proprio lavoro e che per esso ha dato la vita, al pari di tutti coloro che, in questi ultimi tre mesi, non si sono risparmiati un attimo per combattere un male comune. Per
Falcone era il virus della Mafia, per noi ora è il virus
Sars-CoV-2, un male da cui potrebbero trarre vantaggio proprio le
organizzazioni criminali attraverso le aziende in crisi e le
persone in difficoltà”.
Ad affermarlo oggi che ricorrono i 28 anni dalla strage di
Capaci, che costò la vita a Falcone, alla moglie Morvillo e ai
tre uomini della scorta, è il presidente del Consiglio regionale
del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, aderendo
all’iniziativa di Carmine Cicala, suo omologo della Basilicata e
alla guida del “Coordinamento delle Commissioni e degli
Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la
promozione della legalità”, di esporre un drappo bianco alle
facciate delle sedi consiliari regionali, accogliendo così
l’invito di Maria Falcone, sorella del giudice, di mettere un
lenzuolo bianco alle finestre delle case ma anche degli edifici
pubblici.
“Si tratta di persone che in particolare noi rappresentanti delle
istituzioni – evidenzia Zanin – dobbiamo prendere a esempio per
contrastare, nel quotidiano e responsabilmente, i parassiti della
società e impedire loro, con leggi e azioni dedicate, da un lato
che possano approfittare delle difficoltà economiche che in
questo periodo interessano molti tra lavoratori, imprenditori e
categorie deboli, e dall’altro che possano ottenere consenso
sociale facendo credere che lo Stato e la legalità non
funzionino”.
Ecco allora che all’Osservatorio regionale antimafia coordinato
da Michele Penta, Zanin ha chiesto di aumentare gli sforzi di
verifica a che le attività commerciali che non saranno in grado
di ripartire nell’immediato, non cadano nei vortici dell’usura o
del pizzo.
“L’Osservatorio sia punto di riferimento certo per tutti coloro
che venissero a conoscenza o in contatto con queste situazioni”,
è il suo auspicio, oltre a “un lavoro d’intesa con la
‘Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e
sulle altre associazioni criminali, anche straniere’, di cui
fanno parte – ricorda il presidente – la deputata Sandra Savino e
il senatore Luca Ciriani”.
Mentre la Conferenza dei Consigli regionali ha di recente
approvato una proposta di legge, da sottoporre al Parlamento, di
modifica del Codice dei contratti pubblici per aiutare gli
imprenditori che hanno il coraggio di denunciare le pressioni
criminali e opporsi alle infiltrazioni mafiose. Non da ultimo,
per Zanin è indispensabile coniugare l’azione repressiva con
attività di promozione culturale, a partire da progetti che
coinvolgano i più giovani.
E proprio da Penta è già arrivata la conferma che “le mafie anche
in Friuli Venezia Giulia operano in tutti i campi in cui ci siano
possibilità di guadagno: droga, armi, tabacchi, contraffazione,
prostituzione, ma ora anche tamponi e dispositivi sanitari per la
sicurezza. Possono offrire denaro ‘facile’ perché proveniente
dalle attività illecite, ma accettarlo determina un rischio
elevatissimo di perdere la propria azienda”.


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