Quando l’arte si unisce al territorio: 8 opere di Land Art in giro per il mondo – EFFE RADIO

Quando l’arte si unisce al territorio: 8 opere di Land Art in giro per il mondo

Scritto da il 30/10/2019

Le opere d’arte non si trovano solo all’interno dei musei: alcune si mescolano e si sposano con il paesaggio e con l’ambiente circostante, creando l’illusione di trovarsi di fronte a un fenomeno naturale. È il caso della Land Art, l’arte che si amalgama con il territorio.

Per celebrarla, Volagratis.com suggerisce le migliori opere sparse in giro per il mondo: dal Parco di Nikola-Lenivets nel cuore della Russia, fino ad Arte Sella, tra le montagne del Trentino-Alto Adige. 8 tappe da non perdere e 2 opere bonus che hanno fatto la storia dell’arte ambientale.

 

Parco Nikola-Lenivets, Russia

Il Nikola-Lenivets Art Park, nella regione di Kaluga e all’interno del Parco Nazionale dell’Ugra, è un vero e proprio museo all’aria aperta: un luogo dove sculture e strutture di ogni tipo, rigorosamente realizzate con materiali naturali da Nikolay Polissky e dagli artisti che hanno partecipato al festival Archstoyanie, si innalzano tra alberi e prati. Fondato nel 1992, il parco accoglie al suo interno oltre 100 opere d’arte, alcune delle quali alte più di 5 metri, e lungo il percorso non è difficile incontrare animali di ogni tipo che abitano la zona, come le volpi. Un’occasione per unire le bellezze create dalla natura e quelle create dall’uomo.

 

Campo del Sole, Umbria

A Campo del Sole, a Tuoro sul Trasimeno (Perugia), la protagonista è la pietra. In un ampio prato affacciato sul lago, 27 colonne scolpite da Pietro Cascella – in collaborazione con Mauro Berrettini, Cordelia von Den Steinen e altri artisti internazionali – si innalzano verso il cielo superando i 4 metri e abbracciando a spirale una tavola centrale pensata e creata per rappresentare il sole. Per realizzare le opere in arenaria grigia, scolpite a partire dal 1985, gli scultori si sono ispirati a Stonehenge, ma con un messaggio diverso: dialogo, incontro e l’assenza totale di muri e barriere.

 

Arte Sella, Trentino-Alto Adige

Nel cuore della Val Sugana, questo percorso artistico di oltre tre chilometri e composto da oltre 30 opere sembra essere nato quasi per caso dalla terra. Arte Sella, la manifestazione internazionale nata del 1986, negli anni ha arricchito il paesaggio con rami intrecciati per dare vita a nuove forme, sezioni di tronchi tagliate e allineate come puzzle, arbusti posizionati per ricreare un gigantesco alveare: una delle forme di Land Art più riuscite nel nostro paese. L’intero spazio espositivo si può scoprire in meno di un’ora, il tutto mentre si è immersi tra le Alpi della provincia di Trento.

 

BoscoArteStenico, Trentino-Alto Adige

BoscoArteStenico, in provincia di Trento, è un luogo fatato: tra prati e boschi compaiono figure umane intagliate nel legno, animali scolpiti nei tronchi e matite giganti. Molte di queste opere d’arte sono state realizzate con materiali naturali e recuperati tra alberi caduti e rami, come quelli delle zone colpite dalla tempesta Vaia nell’ottobre 2018, che saranno i veri protagonisti dei nuovi allestimenti 2019 posizionati lungo i sentieri. Il tema di quest’anno, infatti, sarà “Su!”, un invito a “rialzarsi” dopo il maltempo che ha colpito la zona lo scorso anno. Il percorso è perfetto anche per i più piccoli e per persone con disabilità: qui l’arte è alla portata di tutti.

 

SMACH, Trentino-Alto Adige

Nato nel 2012, quello di SMACH, nel comune di Piccolino, in provincia di Bolzano, è uno dei progetti di Land Art più giovani della penisola. Organizzato con cadenza biennale, propone per ogni edizione artisti e opere diverse che dialogano perfettamente con il contesto naturale in cui si svolge l’esposizione e che puntano a stimolare l’interazione tra arte, natura e visitatori. Quest’anno SMACH propone come tema la parola “Heimat”, in italiano “patria”, un concetto che unisce non solo un territorio, ma anche i valori condivisi da uno stesso popolo o, al contrario, i sentimenti contrastanti che scaturiscono quando si perdono le proprie radici.

 

Spiral Jetty, Stati Uniti

Spiral Jetty si getta nel Great Salt Lake, il più famoso lago salato statunitense, dal 1970, anno in cui la creazione è stata realizzata dall’artista Robert Smithson. Il grande molo a spirale, che ha preso vita grazie all’unione di pietre e rocce perfettamente allineate, è una delle opere di Land Art più importanti degli Stati Uniti e può essere visto da tre punti di vista differenti: dall’alto, da dove si può ammirare la sua forma, da lontano, dove appare più isolato, o dal centro, dove il visitatore stesso può sentirsi parte della creazione. Per completare la sua opera d’arte, l’artista ha realizzato anche un documentario chiamato, appunto, Spiral Jetty, da considerare come parte integrante dell’installazione.

 

Desert Breath, Egitto

Situato nel deserto egiziano e visibile anche dal satellite, Desert Breath nasce dall’idea di tre artisti: lo scultore Danae Statou, la designer industriale Alexandra Stratou e l’architetta Stella Constantinides. L’opera del 1997 è una doppia spirale che copre più di dieci ettari, composta da oltre 80 coni di diverse dimensioni realizzati con sabbia e roccia per rappresentare la forza degli elementi e del deserto stesso, che, nel corso degli anni, eroderà e spazzerà via i coni riportando tutto alla normalità: un’installazione che simboleggia la transitorietà della vita e la forza della natura.

 

Double Negative, Stati Uniti

Double Negative è una delle forme di Land Art più vecchie del pianeta e risale al 1969. Creata da Michael Heizer nel deserto del Nevada, nel cuore della Valle del Moapa e non distante dalla cittadina di Overton, “Doppio Negativo” è una trincea di 9 metri di larghezza, 15 di profondità e oltre 450 di lunghezza, realizzata rimuovendo sabbia e pietre dal terreno, come se si trattasse di un grande canyon scavato dalla forza di un fiume. Anche se si trova in un altro stato, l’opera appartiene formalmente al Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, in California, dal 1984.

 

Surrounded Islands, Stati Uniti

Surrounded Islands è stata una delle espressioni più iconiche nel panorama della Land Art mondiale, ma ad oggi non è più visibile. Realizzata nel 1983 dagli artisti Christo e Jeanne-Claude, l’installazione prevedeva l’utilizzo di oltre 600mila metri quadri di propilene rosa posizionato e steso intorno alle 11 isole di Biscayne Bay, vicino a Miami. Lo scopo dell’opera era quello di sensibilizzare sulla fragilità della città di Miami e rappresentare la sua realtà, divisa tra acqua e terraferma, costantemente unite e amalgamate tra canali, spiagge e palazzi.

 

Synergy, Nuova Zelanda

Martin Hill, artista e fotografo specializzato in Land Art, ha realizzato decine di sculture e installazioni in tutto il mondo concentrandosi su unico tema: il cerchio della vita. Le mezze circonferenze, realizzate con elementi naturali, come pietre, rami, foglie o ghiaccio, si immergono nell’acqua lasciando al riflesso il compito di terminarle e renderle un cerchio completo. Synergy, realizzata nel 2010 nel Lago Wanaka, in Nuova Zelanda, è sopravvissuta poche ore a causa della sua estrema delicatezza e fragilità, ma rimane ancora oggi tra gli esempi più spettacolari di arte ambientale.

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