Paesaggi lunari: alla scoperta di 12 mete “spaziali” sulla Terra con Volagratis.com a 50 anni dall’allunaggio | EFFE RADIO

Paesaggi lunari: alla scoperta di 12 mete “spaziali” sulla Terra con Volagratis.com a 50 anni dall’allunaggio

Scritto da il 09/07/2019

Sono passati cinquant’anni da quando l’americano Neil Armstrong, il 20 luglio 1969, mise piede per la prima volta sulla superficie della Luna: la missione spaziale dell’Apollo 11 e quelle che seguirono nel corso del Novecento sono diventate uno spartiacque della storia e, soprattutto, un importante salto in avanti per l’umanità.

 

Per celebrare i cinquant’anni dall’allunaggio, Volagratis.com ha selezionato 12 luoghi della Terra che sembrano appartenere ad un altro pianeta che possono essere visitati senza aver bisogno di una navicella spaziale. Da Lanzarote all’Islanda, passando per Tanzania e Cile, per sentirsi anche solo per un attimo un astronauta distante migliaia di anni luce. Tutti gli altri li trovate su Volagratis.com.

 

Parco Nazionale Timanfaya, Lanzarote. Il Parco Nazionale di Timanfaya, a Lanzarote, è il risultato di un’intensa attività vulcanica che ha plasmato l’intero territorio per secoli portando in superficie ben 25 vulcani. La terra rossa e quella nera si mescolano creando un contrasto cromatico straordinario tra oceano e cielo e, se non fosse per l’ossigeno e il vento che arriva dal mare, si potrebbe realmente pensare di essere su un altro pianeta. Patrimonio Unesco dal 1993, il Parco è un continuo saliscendi fatto di pendii e crateri, come la grande Caldera Blanca: una piccola Luna sulla Terra.

 

Vulcani di fango, Azerbaijan. A pochi chilometri da Baku, capitale dell’Azerbaijan, si trova uno dei paesaggi più sorprendenti del Caucaso: quello dell’area dei vulcani di fango. Studiati anche dalla NASA in preparazione alle spedizioni verso Marte, i vulcani di questa penisola affacciata sul Mar Caspio, alcuni dei quali piccolissimi, sono attivi da oltre 25 milioni di anni e portano in superficie non solo fango, ma anche gas che arrivano direttamente dai più profondi strati terrestri. Il grigio dei materiali eruttati e la poca o nulla vegetazione regalano colori e immagini che sembrano arrivare direttamente dai satelliti.

 

Grand Canyon, Stati Uniti. Protagonista di centinaia di film e tra i simboli degli Stati Uniti più selvaggi, il Grand Canyon è uno dei paesaggi “spaziali” più famosi del mondo. Scavata dal fiume Colorado, in Arizona, la gola raggiunge una profondità massima di quasi due chilometri regalando un panorama mozzafiato, come quello che si può ammirare dall’Horseshoe Bend. Inoltre, nell’Antelope Canyon è possibile vedere la sovrapposizione di strati geologici e fare un viaggio di migliaia di anni con un solo sguardo. I picchi formati dall’erosione e la terra rossa dalla quale il fiume prende il nome (“colorado” in spagnolo significa “rosso”) si estendono per centinaia di chilometri, facendo dimenticare per un attimo le grandi metropoli americane e trasportando all’istante nello spazio più lontano.

 

Deserto di Atacama, Cile. Dall’America settentrionale a quella meridionale. Il Deserto di Atacama, che si estende tra Cile e Perù, da una parte si adagia ai piedi delle Ande e dall’altra viene bagnato dall’Oceano Pacifico creando un clima e un paesaggio quasi unico nel suo genere. L’escursione termica di oltre 30 gradi tra il giorno e la notte e la scarsità d’acqua permettono la sopravvivenza di pochissime specie animali e vegetali, soprattutto nelle aree settentrionali, ma sono la sua natura e la sua posizione a rendere questo luogo affascinante e quasi surreale. Nella Valle della Luna, non lontano da San Pedro de Atacama e nel cuore del deserto, per esempio, le basse temperature e l’altitudine permettono addirittura le nevicate: la polvere bianca ricopre così i pendii e sembrerà di essere realmente volati sulla superficie del nostro satellite.

 

Lago Natron, Tanzania. Dopo la stagione delle piogge, quando l’acqua comincia a evaporare per le alte temperature, il lago Natron, in Tanzania, si trasforma in una distesa che sembra arrivare da un luogo distante anni luce. Situato nella Rift Valley africana e ai piedi del Vulcano Gelai, questo bacino estremamente salino permette la vita di pochissime specie, come alcuni particolari batteri ricchi di pigmenti rossi (che colorano l’acqua) e i fenicotteri minori, che vivono qui grazie a uno strato protettivo sulle zampe e sul becco. Proprio l’acqua incredibilmente caustica evita il processo di decomposizione delle carcasse degli animali che ne entrano in contatto, dando però il via a quello di imbalsamazione: da qui la leggenda del lago in grado di pietrificare gli esseri viventi.

 

Salar de Uyuni, Bolivia. Una distesa bianca che sembra non avere fine. Il Salar de Uyuni, in Bolivia, è un gigantesco deserto: l’area di oltre 10.000 chilometri quadrati, però, non ha nulla a che vedere con i deserti più tradizionali composti da sabbia o da rocce, perché questo è ricoperto interamente di sale. Situato a 3.650 metri di quota, su un altopiano andino, il Salar, antico lago che solo ogni tanto si riempie di qualche centimetro d’acqua, contiene 10 miliardi di tonnellate di sale che con il sole a picco diventa accecante. Inoltre, l’assenza quasi totale di fauna e flora elimina spesso ogni possibile punto di riferimento trasformando la distesa in un labirinto senza pareti. Non serve andare nello spazio quando abbiamo queste meraviglie dall’altra parte dell’oceano.

 

Valle della Luna in Sardegna, Italia. Quella cilena non è l’unica Valle della Luna che si trova sulla Terra. L’altra è in Sardegna, nella parte settentrionale dell’isola, più precisamente nell’area di Santa Teresa di Gallura. La valle è formata da imponenti massi di granito erosi e modellati dagli agenti atmosferici con il passare dei secoli: proprio a loro si deve il nome della zona, perché quando vengono illuminati dalla luce riflessa del nostro satellite sembra proprio di trovarsi lassù, a chilometri e chilometri di distanza. Nonostante si trovi non lontano dalle località mondane e balneari dell’isola, la Valle è ancora un ambiente incontaminato, ricco di vegetazione.
Death Valley National Park, Stati Uniti. La Death Valley, in italiano “Valle della morte”, si estende principalmente in California (ma copre anche una piccola parte del territorio del Nevada): il suo deserto sembra realmente una zona al di fuori del mondo, con scarsissima vegetazione dai colori spenti e una fauna che, quando c’è, si mimetizza perfettamente. Le antiche miniere, le città fantasma, i laghi prosciugati, i vulcani spenti e la sua vastità rendono la Death Valley uno dei luoghi più suggestivi della costa ovest del Paese, soprattutto se si pensa che un tempo l’intera area era coperta dal mare. Mancheranno i crateri, ma questo luogo non ha nulla da invidiare alla Luna.

 

Deserto del Sinai, Egitto. La penisola del Sinai, con la sua particolare forma triangolare, è il punto dove Africa e Asia si uniscono, una terra di confine quasi interamente desertica, ma bagnata sia dal Mediterraneo, a nord, che dal Mar Rosso, a sud. Una volta giunti lì si incontreranno pochissime città (e tutte lungo le coste), ma tantissima sabbia e altrettanta roccia che insieme formano un paesaggio lunare tinto di ocra e di rosso e che si estende per chilometri e chilometri. A proposito di luna, pare che il suo nome derivi proprio dall’antico dio della luna Sin, venerato da Sumeri, Babilonesi e Assiri della vicina Mesopotamia. Un dettaglio che avvicina ancora di più il Sinai al nostro satellite.

 

Saline di Trapani in Sicilia, Italia. Una distesa bianca, piccole dune di sale che compaiono qua e là e un mare cristallino a pochi metri: un paesaggio splendido che si può ammirare nella provincia di Trapani, nella Riserva Naturale delle Saline istituita nel 1995. Se non fosse per i mulini e le abitazioni che compaiono qua e là sembrerebbe davvero di trovarsi sulla Luna, soprattutto all’alba o al tramonto, quando l’intera zona è più tranquilla e si tinge di mille sfumature diverse date dalla luce del sole parzialmente nascosto dietro l’orizzonte. La raccolta del sale in queste zone è il frutto di una tradizione antichissima ed è parte integrante del territorio: un motivo in più per visitare questo paesaggio lunare della nostra penisola.

 

Tozeur, Tunisia. Se la luna fosse abitata, probabilmente assomiglierebbe moltissimo alla zona di Tozeur, in Tunisia. Ai margini del deserto del Sahara, la città ha una storia antichissima influenzata dalle popolazioni berbere, dai Cartaginesi e dai Romani. Nel 1999 la Lucasfilm scelse Tozeu come location per le riprese di Star Wars I – La minaccia fantasma, uno dei film di fantascienza più famosi degli ultimi decenni: la zona si è così trasformata in Eos Espa, città sul pianeta Tatooine, e ospita ancora oggi le case realizzate per il film. Qui si esplora davvero un altro mondo.

 

Ice Cave, Islanda. Per immaginare un pianeta completamente coperto di ghiaccio non serve salire a bordo di una navicella spaziale: basta entrare in una delle gelide grotte islandesi. Le più famose si trovano nella parte sudorientale dell’isola, nell’area di Vatnajökull, una delle masse di ghiaccio più grandi d’Europa. Oggi l’intera zona fa parte di un Parco Nazionale ricco di aree da esplorare all’aria aperta e altre che si addentrano nelle profondità del ghiacciaio. Le grotte, mondi azzurri in grado di lasciare senza fiato, sono moltissime e alcune sono visitabili in compagnia di speleologi esperti. L’aspetto più affascinante è che, per il continuo movimento del ghiacciaio, anche le cavità si modificano continuamente, facendo sembrare tutto questo un gigantesco e freddissimo essere vivente.

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