La Musica del Re Cremisi domina Palmanova | EFFE RADIO

La musica del Re Cremisi domina Palmanova

Scritto da il 09/07/2019

Da dove partire per una recensione del concerto che la storica band dei King Crimson ha tenuto a Palmanova? Io direi di partire dagli antefatti.

Sono le ore 21 e con una precisione millimetrica rispetto alle previsioni meteo, un temporale, corredato da tuoni e fulmini, si è abbattuto sulla Piazza Grande di Palmanova, causando un notevole fuggi fuggi generale verso ogni tettoia, bar o tenda disponibile. Per un’ora e mezza il temporale ha imperversato sulla città stellata, ma i fan del gruppo non si sono lasciati intimidire e tra una bibita e un gelato hanno pazientemente atteso che la forza del temporale passasse. Nel frattempo, gli strumenti sul palco erano già stati coperti in vista di un eventuale inizio ritardato del concerto.

A riguardo, domenica mattina sul suo diario online, il deus ex machina della band Robert Fripp scriveva così: “Ieri sera siamo stati a cinque minuti dal far diventare impossibile il possibile. Questo è accaduto raramente nei miei 57 anni di esperienza on the road”.

Dopo un’ora e mezza dall’inizio della tempesta, dal palco ci informano di stare tranquilli e che la band avrebbe suonato. Subito la macchina organizzativa della crew si è messa in moto per riallestire il palco, collaudando tutti gli strumenti e riposizionando in meno di mezz’ora le parti elettroniche più sensibili che erano state rimosse. Alle 23:00 il concerto ha avuto inizio. La scaletta ovviamente è stata ridotta rispetto a quanto previsto e il gruppo ha potuto mettere in mostra tutti i suoi 50 anni di storia tra pezzi nuovi, intermezzi batteristici e suonando quasi per intero l’album d’esordio “In The Court of The Crimson King”.

Questa band ha dimostrato, suonando a un’ora così tarda, per un eroico gruppo di fan (come definiti dal bassista Tony Levin stesso), tutto il suo carattere e la sua forza. La sezione batteristica formata da Gavin Harrison, Pat Mastelotto e Jeremy Stacey ha dimostrato un affiatamento e una coesione come poche altre nel mondo del rock. La loro unicità si è resa visibile in modo particolare sull’introduzione ad “Indiscipline” con una “battaglia” all’ultimo colpo di batteria. Più in generale, tutti i musicisti hanno dimostrato una passione e un’energia tale da soddisfare i tanti presenti in piazza nonostante il nubifragio. I momenti più emozionanti si sono presentati su “Epitaph”, sulla coda di “The Court of The Crimson King”, ma soprattutto su “Starless” (dove tutte le luci del palco si sono accese di un rosso cremisi) e sul pirotecnico finale di “21st Century Schizoid Man“.

A fine serata durante i saluti e il momento foto (vietate per tutto il resto della performance), il gruppo si è soffermato molto a ringraziare i quasi quattro mila fans che hanno sfidato le intemperie per assistere al concerto. I King Crimson hanno fornito una prestazione perfetta: ogni elemento della band è riuscito a essere al punto giusto nel momento giusto e ogni brano è risultato incastonato all’interno di una scaletta, che seppur rimaneggiata all’ultimo, ha saputo accontentare tutti i presenti. Sicuramente da parte mia questa esibizione non verrà dimenticata facilmente.

È stato un concerto che ha dimostrato la vera forza del re cremisi e dei suoi fan: capaci di sfidare ogni tipo di condizione atmosferica per apprezzare la potenza sferzante della musica.

Robert Fripp alla fine della sua nota ringrazia le “buone persone che hanno perseverato nonostante le difficili condizioni atmosferiche” e si chiede se la musica sia arrivata in una serata come quella di sabato scorso. Non preoccuparti Robert, ovunque ci sarà la musica dei King Crimson, il pubblico (con le sue orecchie innocenti e non) ci sarà per apprezzarla indipendentemente dalle condizioni metereologiche.

Foto di Tony Levin (tonylevin.com)

 

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